Lanzaturi e pesce spadaccino: l’eterno duello cavalleresco nelle acque dello Stretto di Messina

Fin dalla prima infanzia, accompagnando le nostre mamme al mercato, abbiamo imparato a conoscere il pescepescespada2 spada, prelibatezza per i palati ma, al contempo, mitico esemplare nella fantasia di ogni fanciullo (sempre attratto dalla sua lunga spada) e specie ittica tipicamente legata alla nostra città.

Messina fin dall’età Classica ha visto i propri destini strettamente connettersi al mare e alle attività marinare in genere. Visse sempre proiettata sullo Stretto, e sul mare basò principalmente la propria attività economica, anche perché compressa su una esigua lingua di terra, con i monti Peloritani alle spalle, non poteva dare sviluppo a consistenti attività agricole. I Messinesi, quindi, da sempre sono stati dei marinai, o comunque hanno basato la propria vita economica quasi esclusivamente sulle attività marinare (pesca, navigazione, servizi nei porti) o su quelle connesse al mare (commercio, cantieristica, artigianato specializzato, conservazione del pesce). I millenari contatti con il mare hanno ispirato una miriade di singolari tradizioni, per lo più di matrice marinara. Quelle più antiche sono legate alle attività di pesca, alcune delle quali tipiche ed esclusive dello stretto di Messina. Tra le più amate dalle nostre popolazioni vi è la mitica caccia al pesce spada, quella con l’arpione, che nella simbologia letteraria e poetica si configurava come un duello cavalleresco fra il pesce spadaccino e il “lanzaturi”. Una pesca spettacolo, alla quale nessun viaggiatore o illustre personaggio in transito per Messina sapeva rinunciare. E’ il caso di Gastone Vuiller che venuto nella città dello Stretto alla fine dell’800 non è riuscito a resistere alla tentazione di ammirare la pesca del pesce spada. Nell’opera “La Sicilia”, riferisce con dovizia di particolari su tale tradizione: “[…] Quando si apre la pesca, tutte le barche si riuniscono sul luogo dove devono passare i pesci, disponendosi in semicerchio; una di queste, la Ferriera, si colloca, senza far rumore, all’avanguardia, e un marinaio arrampicandosi in cima a un albero maestro, alto quattro o cinque metri, in sommo al quale trovasi una piattaforma, annunzia l’arrivo dei pescispada. […] Allorché il movimento delle acque o il sibilo acuto che emettono i pescispada ne annunziano il passaggio, le barche vanno loro incontro e il lanciatore d’ogni barca getta la fiocina. Queste fiocine sono fatte in modo che la lama quando vi è penetrata, non può più uscire dal corpo dell’animale; ma dopo averla lanciata si allenta il lungo canapo al quale è attaccata; è insomma, in piccolo, la pesca della balena. Quando il pescespada è indebolito per la perdita del sangue, viene issato a bordo e finito a furia di colpi di scure; sarebbe pericoloso l’attaccarlo prima. […]”. Una “caccia” tanto nobile da indurre non pochi famosi blasonati a praticarla direttamente. Il “luntro”, agile barca d’attacco con il lanciatore ritto sulla prora, e la “feluca”, battello osservatorio dotato di un vertiginoso albero col suo antenniere di vedetta sulla cima, facevano parte integrante di una scenografia rimasta immutata quantomeno dal Cinquecento. “[…] Questa pesca è molto interessante – prosegue il Vuiller – , e attira sulla spiaggia un gran concorso di persone […] è una scena piena d’animazione. L’uomo che è in vedetta dirige l’attacco gridando: Manosso! Manosso! E allora la barca con la fiocina prende il largo e fa di tutto per cacciare il pesce verso la riva. Egli grida: Stringala! E la barca investe il pesce più che mai. Si corre a destra, a sinistra, di qua, di là e tutto ciò in un batter d’occhio, mentre il lanciatore sta sempre dritto, all’avanti, con la fiocina tesa. Se sbaglia il tiro, gli spettatori gli fanno l’urlata, alcuni dei presenti qualche volta lo difendono, assicurando che la deviazione dell’arme è derivata da un movimento della barca, e succede pure che tali dispute degenerino in risse belle e buone. Ma se il lanciatore, dopo una lunga caccia, colpisce la preda, è per lui un trionfo; la folla lo saluta con applausi e grida entusiastiche […]”.

Estintasi la caccia tradizionale alla fine degli anni Cinquanta, oggi il pesce spada si cattura – sempre con l’arpione – utilizzando grandi barche motorizzate munite di una prospiciente passerella metallica che fuoriesce dalla prora per 40-50 metri, sulla cui estremità prende posto il lanciatore, nonché di un altro altrettanto smisurato albero in cima al quale si trova appollaiato l’osservatore.

Ovviamente, l’avanzare delle tecnologie, la necessità di una pesca intensiva, e la richiesta del mercato hanno modificato il modello tradizionale di questa naumachia. Poiché, almeno nell’immaginario collettivo degli abitanti dell’area dello Stretto, il pesce spada ha ancora il ruolo di avversario alla pari, come in una contesa cavalleresca, questa pesca tradizionale, che risale all’epoca della dominazione araba, continua ad essere praticata.

Si ritiene possa di buon grado affermarsi che il mitico pesce spadaccino resterà in eterno uno dei simboli della  tradizione marinara messinese.

Enrico Casale

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“XX Giornata Mondiale Alzheimer”

L’Associazione per il “Supporto e la Ricerca sull’Alzheimer e le Demenze” (ARIAD ONLUS) ha organizzato il 21IMAG0221 settembre 2013, in occasione della  Giornata Mondiale dell’Alzheimer (istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS – e dall’Alzheimer’s Disease International – ADI), un incontro con le famiglie all’RSA “Il giardino sui laghi” di Messina.

Presente la dott.ssa Alessandra Cum, direttrice della struttura che ospita 60 persone, promotrice in sinergia con il dott. Giuseppe Caristi e il dott. Antonio Alecci, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’Associazione A.RI.A.D. ONLUS, dell’evento. Evidenziando l’importanza di una sinergia tra strutture, associazioni e famiglie, nel corso dell’incontro si è parlato di formazione e supporto per le famiglie stesse e per il personale che dovrebbe prestare assistenza. Il dott. Caristi ha sottolineato che dal mese di giugno sono iniziati degli incontri periodici, con cadenza bisettimanale, dedicati proprio alle famiglie “[…] perché la demenza colpisce profondamente non solo il paziente ma anche chi se ne prende cura e vede la sua quotidianità improvvisamente stravolta […]“. Si auspica per il futuro un sempre maggior  numero di volontari che desiderino prestare la propria opera in tale settore, nonché il raggiungimento di un obiettivo fondamentale quale la nascita di nuovi spunti di riflessione dal confronto tra le diverse realtà.

L’ARIAD, costituita nel 2009 con finalità di solidarietà sociale rivolte principalmente alle persone affette da Demenze e Alzheimer e ai loro familiari, agisce sul territorio messinese nei settori della “Prevenzione”, dell’”Ascolto e Consulenza” e dell’”Informazione e Comunicazione”. Nel 2012, l’associazione ha agito nel campo della “Prevenzione”, organizzando due convegni: il primo, il 26 maggio,  sul tema “Demenze: curare e prendersi cura”, in sinergia con la Fondazione “Cultura e Salute” e il Patrocinio del Comune di Messina; il secondo, il 10 novembre, sul tema “Il sistema socio assistenziale nelle demenze e nella SLA”, in sinergia con il Lions Club “Messina Ionio” e l’AISLA (Sezione di Messina). I nuclei “Informazione” e ”Ascolto e Consulenza”, l’8 luglio 2012 e il 7 luglio di quest’anno, nell’ambito dell’iniziativa denominata “Luglio di Prevenzione”, hanno operato a Letojanni (Messina) con il Gruppo Interforce Jonica (GIJ) e la Fraternita di Misericordia “San Giuseppe”. Inoltre, hanno organizzato, il 12 luglio scorso, la quarta edizione della “Mini crociera nello Stretto di Messina”.

Associazione ARIAD ONLUS, Capitaneria di Porto e ditta Picciotto srl: giusta sinergia per il bene del prossimo

Messina – Il 12 luglio 2013, con inizio alle ore 9.30, ha avuto luogo la “mini crociera nello Stretto di Messina” organizzata perFOTO N. 2 il quarto anno consecutivo dall’Associazione per il “Supporto e la Ricerca sull’Alzheimer e le Demenze” (A.RI.A.D. – O.N.L.U.S.) in sinergia con la Capitaneria di Porto AMS di Messina.

Grazie alla sensibilità del Capitano di Vascello Antonino Samiani, Comandante della Capitaneria di Porto AMS di Messina, e della dirigenza della ditta “Picciotto s.r.l.”, che per il quarto anno consecutivo ha messo a disposizione una propria imbarcazione, un gruppo di pazienti affetti dalle patologie della Demenza e dell’Alzheimer è salpato venerdì mattina dalla banchina “Colapesce”, in compagnia dei familiari e dei volontari dell’Associazione A.RI.A.D. – O.N.L.U.S.

Il C.V. Antonino Samiani e il comandante Antonino Cavallaro (ditta Picciotto srl) hanno voluto porgere il proprio saluto prima della partenza, ringraziati, con la consegna di un attestato, a nome dei partecipanti e dell’Associazione “A.RI.A.D.” – ONLUS, dal dott. Antonio Alecci (Vicepresidente).

Grazie a tali sinergie è possibile realizzare delle significative iniziative in favore dei tanti utenti affetti da patologie quali le Demenze e dei caregiver, termine con il quale si indica la persona che quotidianamente assiste il malato. La demenza è una disfunzione cerebrale progressiva che determina disturbi della memoria, dell’orientamento, dell’attenzione e alterazioni della personalità. Alla stessa è quindi legata una progressiva limitazione nelle attività quotidiane che porta, nel lungo periodo, alla necessità di assistenza continua. Esistono diverse forme di demenza, la più comune delle quali è rappresentata dalla malattia di Alzheimer, che costituisce circa il 50-80% di tutti i casi di demenza.